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Ecco, ci siamo.

Parlavo di tir, autostrade e cimici.
Ecco, ci siamo.

Per capire, leggere sotto.
L’ho trovato nel mare di commenti che ogni giorno affollano un post di questo blog.
E’ molto lungo ma, tranne alcune esagerazioni riguardanti “schiavismo” e simili, esattamente quello che è successo.

La società Phonetika nasce a Novara nella lungimirante (?) mente del Dr. Fabrizio Cazzago da Barengo, che dottore poi non è, in quanto semplice geometra, nel 2002 nella città di Novara. Circa 300 operatori affollano un call-center multiservizio situato quasi nel centro dell’ importante capoluogo piemontese. Nel giro di pochi anni, Phonemedia, questo il nome successivamente dato all’ azienda novarese, diventa un giro d’ affari di svariati milioni.Riportiamo dal sito ufficiale :
Il Gruppo Phonemedia è leader in Italia nell’erogazione di servizi di telemarketing e Business Process Outsourcing. In particolar modo ha sviluppato un “centre of excellence”, basato su un forte expertise e profondo know-how del mercato, grazie al quale può soddisfare qualsiasi esigenza per ogni Cliente.
Phonemedia è stata fondata nel 2002, nel 2004 entra attivamente nel mercato Latino Americano attraverso l’acquisizione di strutture e personale operativo in Argentina.
Dopo una veloce crescita ed espansione, nel 2005, è riconosciuta come leader italiano per quanto riguarda il settore dei contact center, in particolar modo nel settore Outbound.
Nel 2006 l’acquisizione della WCCR s.r.l. determina un ampliamento delle proprie strutture e risorse; in più permette al Gruppo Phonemedia di poter consolidare la propria leadership in ambito contact center su tutto il territorio italiano.
Sempre nello stesso anno, il Gruppo Phonemedia e B-Services,società di sviluppo hardware e software innovativi su piattaforme proprietarie per progetti di E-procurament, Crm/Cati e Biometrics, integrano i rispettivi servizi dando vita a una fase di crescita congiunta che permette di offrire servizi altamente evoluti e qualificati a molteplici realtà aziendali, sfruttando al meglio tutti i principali canali di comunicazione.
Nel 2007 e 2008 continua l’ascesa del Gruppo Phonemedia nel panorama dell’outsourcing attraverso l’acquisizione di alcune società di settore come: Answers spa, Omniacall spa e Televoice spa, completandone la presenza territoriale di sedi operative e di personale rendendo il Gruppo Phonemedia leader nei servizi Call Center e di supporto alle più importanti aziende nello sviluppo e nella gestione dell’intero processo di Costumer Relationship Marketing.
Circa 5200 lavoratori solo sul terrritorio italiano sparsi nelle sedi di : Novara, Trino Vercellese, Biella, Monza, Bologna, Casalecchio di Reno, Pistoia, Bitritto, Bari, Catanzaro, Vibo Valentia e Trapani, senza contare quelle in Argentina ed Albania.
La clientela Phonemedia abbraccia tutto il panorama industriale italiano, dal settore informatico e tlc a quello alimentare, dall’ energetico al bene di consumo. Telecom Italia, Enel, TIM, Wind, H3G, Vodafone, Avon, senza tralasciare le grosse commesse per gli enti pubblici per la fornitura di servizi inbound di prenotazione e/o consulto per la Regione Piemonte ed alcune AS.L. piemontesi, giusto per citare quelle a conoscenza dello scrivente.
Già chi di finanza capisce poco si chiedeva come mai, a metà del 2008, in piena e profondissima crisi finanziaria in tutto il mondo, il gruppo non solo non attuasse politiche conservative ma addirittura continuasse nell’ accaparramento di aziende affini e nella trasformazione dei contratti in essere di tipo collaborativo o precario in genere a contratti a tempo indeterminato (accaparramento selvaggio di fondi regionali POR ed europei e di incentivi all’ assunzione?). Ci si chiedeva come avrebbe potuto far fronte l’ azienda alla crisi mondiale incrementando, paradossalmente e spropositatamente, il libro-paga.
Ed infatti, ecco che le fondamenta cominciano a scricchiolare. Nonostante il trattamento da nuovi schiavi del 2000 sopportato dai “produttivissimi” lavoratori attuato dai vertici societari attraverso vessazioni, ricatti, mobbing e veri e propri lavaggi del cervello, la società entra in crisi. Senza però, si badi bene, dichiarare mai apertamente lo stato di crisi. Senza mai proporre ai propri collaboratori “contratti di solidarietà” e strumenti analoghi volti alla salvaguardia della sopravvivenza stessa dell’ azienda.
La solfa è sempre la stessa…i clienti pagano con ritardo, quando pagano…le commesse sono basse e sempre insufficienti…vengono spesso scaricate le responsabilità sui lavoratori improduttivi e sul personale preposto alla loro schiavizzazione, poco convincente nei metodi, a detta dei vertici che non ne facevano mistero alcuno nelle riunioni-farsa di tutto il 2009, poco persuasivo e scarsamente trascinante nei confronti dei propri sottoposti nel coinvolgimento degli operatori e la responsabilizzazione verso il raggiungimento di un unico obiettivo : la produttività.
Belle chiacchiere, belle parole, nobili intenti. Solo sulla carta, come vedremo.
In conclusione, l’ azienda inizia nel dicembre 2008 a pagare gli stipendi in due tranches separate, una il 10 e l’ altra il 24 di ogni mese. Le tredicesime del 2008 arrivano circa con un mese di ritardo.
Insomma, la solita tiritera vista e rivista con Omnia e gli altri scandali citati. Nel corso dei mesi durante tutto il 2009 la situazione non migliora. Seguono le riunioni farsa dei vertici aziendali con le consuete reprimende verso i tutor, i supervisori, i call-center manager rei di scarsa collaborazione e scarso spirito di persuasione verso gli operatori (potevano a questo punto dotarli di catene e fruste per completare la schiavizzazione !) e le famose tranches di stipendio arrivano non più il 10 ed il 24, ma in date casuali, con ritardi a volte preoccupanti anche di 10 giorni. La preoccupazione aumenta ma la dirigenza ostenta sicurezza e proclama piani di rinascita. Controcorrente e, forse ora, alla luce dei fatti, molto più esplicativa e sibillina la visita del geometra di Barengo negli uffici di Novara in aprile. Il Padrone ha abbandonato la sua fierezza da rampollo della finanza. Il suo eloquio fluente da grande trascinatore di masse lascia il posto ad una voce roca e preoccupante, il suo portamento da condottiero impavido svilisce e si trasforma in un tremolìo di mani per niente rassicurante…è lì, stretto in un angolo della piccola sala riunioni, in cinquecento lo braccano per ascoltare, per capire cosa stà succedendo, per avere delle speranze…lui attacca con la solita manfrina…
“Phonemedia è un’ azienda solida, con molto lavoro, eccellenti commesse. Però i clienti non pagano…le banche non ci fanno più credito sulle fatture creditizie…non c’è liquidità ed è totalmente inutile scioperare o protestare…in questo momento chiedo la massima collaborazione a tutti i dipendenti, sia dal punto di vista produttivo, sul quale non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia e, anzi, migliorare le rese, sia dal punto di vista della comprensione nei confronti di una dirigenza che stà facendo di tutto, e farà di tutto, affinchè la società e tutti i suoi dipendenti possano uscire quanto prima da questo periodo di depressione”
E’ l’ ennesima buffonata…il Padrone ha già deciso la sorte della sua azienda che, sull’ orlo del baratro, porterebbe grossi guai finanziari al suo inventore, che millanta crediti per 25 milioni di commesse non ancora incassate. E probabilmente ci sarebbe anche da credergli riguardo ai crediti. Non altrettanto sugli intentio di rilancio industriale e sulle dichiarazioni di amore verso la sua creatura e le oltre cinquemila persone che, col loro lavoro, gli hanno permesso l’ acquisto del villone svizzero e le svariate auto di lusso di proprietà con le quali è solito farsi vedere in Novara. Infatti, da perfetto finanziere all’ italiana dell’ ultimo ventennio chi glie lo fa fare a tirare la cinghia (la SUA cinghia, sicuramente griffata Nazareno Gabrielli o Prada…), a correre ed affannarsi per ottenere finanziamenti, nuove commesse…inoltre chi glie lo fa fare a dannarsi per mettere in regola i sospesi che la sua creatura ha visto crescere sempre più nei confronti degli enti sindacali ed assistenziali, ai quali da tempo Phonemedia paga poco e male, pur sottraendone regolarmente le competenze dalle buste paga degli ignari lavoratori…infine chi glie lo fa fare a sbattersi per reperire i fondi necessari ai TFR dei dipendenti, anche questi ultimi in molti casi detratti dalle buste paga e mai versati, soprattutto quelli dei lavoratori che hanno sottoscritto fondi e fondini come il Telemaco, il fondo specifico per i lavoratori italiani delle telecomunicazioni. Infine ma sì…ma chi glie lo fa fare a rischiare un processo per bancarotta fraudolenta…e così comincia a frequentare i più esperti bancarottieri, i più spietati venditori di fuffa ed i più spregiudicati (spregevoli?) acquirenti di spazzatura finanziaria che questa impazzita finanza italiana abbia mai conosciuto nella sua miserrima storia…forse conosciuto ai tempi dell’ acquisizione di una delle tante scatole vuote di cui era composta Omnia Network, ovvero Omnia Call, società con sede a Motta Sant’ Anastasia, ecco apparire ancora una volta lo spazzino dell’ immondizia finanziaria, quel Sebastiano Liori che abbiamo incontrato nelle vicende legate ai crack Omnia, Agile ecc.ecc……..
Sì…Fabrizio Cazzago decide di mettere nelle mani della banda Liori la sua agonizzante Phonemedia. E lo fa consapevole di portare alla ghigliottina quel che rimane della sua invenzione, trascinando col suo destino migliaia di “schiavi” ormai sfruttati, stanchi ed inutili alla sua causa. Consapevole perché appare impossibile che egli non sappia chi è Liori. Appare incredibile che non ci sia una regia ben studiata dietro alla cessione di Phonemedia, e di tutte le società ad essa correlate, al Gruppo Omega, che da mesi impazza nel mercato finanziario raccogliendo aziende in (presunta) difficoltà ed insulti dai lavoratori assorbiti e ridotti alla fame, che “termina” le capacità operative con operazioni chirurgiche studiate nei minimi dettagli, che immobilizza e tramortisce ciò che compra sotto forma di scritture private come fa il ragno con le sue prede. Appare impossibile che Cazzago non conoscesse la controparte acquistante. Anche perché la realtà dei fatti inchioda il geometra di Barengo alle sue responsabilità ed al suo dolo :
Perché infatti, nell’ incontro del 7 luglio al cospetto del Prefetto di Novara, incontro che sancisce l’ accaparramento di un maxifinanziamento erogato da un pool di banche egli risponde ad esplicite domande su un’ eventuale cessione dell’ azienda che : “Assolutamente no, la vendita dell’ azienda è categoricamente da escludere, al massimo ci si auspica una joint-venture con qualche grosso partner” ?
Questa è una grossissima balla. L’ ennesima e determinante nel completare il quadro della vicenda. Infatti, dai comunicati aziendali di fine luglio, si dichiara che il 3 luglio (quindi 4 giorni prima della riunione in Prefettura) sia la data della cessione di Phonemedia al gruppo Omega, ovvero sia il giorno in cui vengono siglati degli accordi di prevendita talmente meticolosi da considerarsi una vendita effettiva.
Perché Cazzago nega questa verità? Teme spionaggio industriale? Teme che qualche rampante gruppo si inserisca nella trattativa per l’ acquisto del suo maleodorante cassonetto dell’ immondizia colmo di sporcizia e cadaveri? Ma per favore…
Forse vuole ancora arraffare i fondi della regione Calabria (12 milioni che avrebbero dovuto coprire lo stipendio dei lavoratori della regione per 3…sì, avete capito bene, 3 anni)…
Oppure teme reazioni da parte delle istituzioni, dell’ opinione pubblica e dei lavoratori tutti per la cessione ad un gruppo, l’ Omega, che già da mesi sta facendo parlare di sé in ogni dove per la deprecabile acquisizione Agile e per il terrificante curriculum che accompagna i suoi sedicenti dirigenti.
“Io sono l’ alfa e l’ omega, ovvero il principio e la fine” diceva qualcuno molto più illuminato di noi. E bisogna riconoscere almeno che i manager che hanno ideato questa tristemente nota “ditta di pulizie” siano animati da grande sarcasmo…OMEGA come l’ ultima lettera dell’ alfabeto greco…
OMEGA come la fine…la fine di tutto.
Della gestione Omega c’è poco da dire…basta rileggere quanto scritto per la vicenda Agile. I vertici societari, nella persona di Liori (sempre lui!) si intravedono nella sede novarese i primi di settembre. Immediatamente vengono sospesi i pagamenti degli stipendi, la solita tecnica aguzzina già vista. I primi di settembre succede una cosa che definire grottesca è dir poco…vengono accreditate per sbaglio a qualche lavoratore, nel giro di un paio di giorni, dalla banca di Omega, entrambe le tranches relative alle competenze di agosto. Miracolo ! Gridano i lavoratori…macchè…quei morti di fame reclamano la restituzione della seconda tranche, scoppia il panico in azienda, la gente corre in banca a verificare che non sia stata sottratta la seconda parte dello stipendio con la paura (fondata ahinoi!) di non vederlo più…gli sventurati che hanno conti bancari in istituti creditizi dello stesso circuito della banca erogante vedono stornarsi dal conto metà stipendio.
Siamo all’ euforia paradossa. Stesse tecniche, stesso immobilismo industriale. I vertici (sia vecchi che nuovi), latitano. Nessuno presenta un piano industriale decente, le sedi dei call-center sono abbandonate al loro destino. La produttività non interessa più, nessuno fustiga più nessuno per attivare contratti o realizzare contatti utili. Le “code” dei servizi inbound e le rese giornaliere non interessano più. Anzi…azzerando la produttività si riuscirà al più presto dapprima a dimostrare l’ inutilità di molti lavoratori, e quindi licenziarli, ed in seguito si potrà continuare con l’ allegra gestione fino alla scadenza dei termini che solleveranno i vertici dalle responsabilità verso l’ azienda. Nel call-center di Monza, dove girano ricche commesse, lo scandalo è davanti agli occhi di tutti. All’ atto dell’ insediamento della nuova proprietà, uno dei maggiori e più importanti clienti, TIM, che in passato ha fatto grandi affari con la professionalità e competenza offerta dai ragazzi di Phonemedia, richiede all’ azienda la produzione del D.U.R.C. (Documento Unico Regolarità Contributiva), per regolarizzare il contratto in essere. Nessuna risposta. TIM lo richiede ancora. Niente da fare. Il cliente lo richiede, lo richiede ancora, per un mese intero.Il documento non arriva, e TIM si trova costretta a ritirare la commessa.
Nelle sedi dei call-center di tutta Italia scoppia la rabbia, la disperazione, la delusione. A Novara si assiste, a distanza di pochi giorni, a scene di ordinaria follia e disperazione. Dapprima una donna madre di un bimbo che non ha i soldi per sfamarlo e cinque giorni dopo un disgraziato nelle medesime condizioni entrano negli uffici brandendo coltellacci da cucina e puntandoli verso gli atterriti ed incolpevoli colleghi degli uffici amministrativi e reclamando i propri soldi. Arrivano le volanti della Polizia. Ormai siamo alla follia più completa di un’ azienda che non c’è più.
Scavando tra visure camerali societarie e articoli di giornali ho trovato altre info che possono essere utili.
Parliamo prima di Cazzago, il nostro caro ex proprietario ha aperto ad agosto 2009 ben 4 aziende: BIO ENERGY SOLUTION SRL, SELLA BIO ENERGY SRL, LE GRANGE GREEN ENERGY SRL E NOVE ECO ENERGY SRL. In oltre pare abbia acquistato nel gennaio 2009 le quote di una certa TELSERVICE SRL( credo siano i negozi tim che ha in giro), quote che aveva venduto nel 2004…… strano
Le altre ditte che ha/aveva sono o in liquidazione o stanno fallendo.
Il signor Sebastiano Liori è stato condannato (ha patteggiato 1 anno e 8 mesi di carcere) nel 2005 per bancarotta fraudolenta relativa alle stesse ditte del fratello, guardando nelle visure ad personam risulta che questi fratelli si scambino le proprietà e le cariche delle aziende nel corso degli anni, si notano cessioni di proprietà e cessioni di cariche aziendali a favore dell’altro fratello.
Il signor Massa risulta essere la persone che fa il “lavoro sporco” , nel suo curriculum ha cariche o proprietà in aziende che sono o in liquidazione o stanno fallendo, in molte risulta come liquidatore.
Questi folli stanno comperando altre società,e non si capisce bene se soltanto per impossessarsi solo della loro liquidità. Poche settimane fa, OMEGA ha acquisito Banking Financial Services, un’ altra società di call-center che si occupa di banche. Indovinate…interrotta l’ erogazione degli stipendi ai dipendenti.
Conoscete il curriculum di alcuni dirigenti OMEGA ?
Star Plant s.r.l. , Domo E’ Frores s.r.l. , AGR.IN.TEC. s.r.l. , Caterina Calzature s.r.l. , Omnia Network s.p.a. , MMC s.p.a. , U.V.T. s.p.a. , Il Mandarino Edit s.r.l. , Mastercasa s.r.l. , Cartiera di Lozza s.r.l. , Risanamento e Partecipazioni s.r.l. , H.L.T. High Line Technologies s.r.l. , Bei Beni Immobili Italia s.r.l. , Ditta Veronesi s.n.c. , Partecipazioni Azionarie Finalizzate s.r.l. , Tecno Sales s.r.l. , Geninvest Finanz s.p.a. , CMB Recuperi s.r.l. , Ra.Vi. s.rl…………….
Potrei continuare ma mi fermo qui…ebbene, tutte queste società sono fallite o in fallimento ed indovinate chi c’è dietro ?
A rotazione Liori e la sua banda di diversamente onesti che orbitano nell’ universo OMEGA : il fratello Antonangelo (condannato a 4 anni e 3 mesi in prima istanza per il crack Arbatax 2000) , Claudio Marcello Massa (per il quale il p.m. aveva richiesto 7 anni sempre per il crack Arbatax 2000) , Pio Piccini , Gianettoni , Paganini , ecc.ecc…….una cricca di bancarottieri senza faccia che stanno mandando sul lastrico decine di migliaia di famiglie senza la minima preoccupazione. Finanzieri senza un soldo che con giochi vergognosi di scatole e scatoline cinesi, con presunte holding lussemburghesi stanno facendo fallire decine di società per salvare la faccia ai vecchi proprietari delle stesse,loro che non hanno niente da perdere e che magari qualche mese di galera (ammesso che mai ci andranno) sarà giustificato dal denaro sporco che incassano sottobanco per fare queste operazioni che definire immorali è dire poco.
La Provincia di Pistoia , la Regione Puglia , la Regione Lombardia, come potrete evincere dai documenti accessibili a tutti sul web e riguardanti recentissime interrogazioni di gabinetto, se ne stanno accorgendo…ma devono fare in fretta, fermare questi terroristi senza scrupoli, arrestare questo cancro che sta fagocitando ora per ora altre realtà lavorative italiane, riducendo senza la minima pietà sul lastrico i poveracci che ne fanno parte.

  1. 1 Novembre 2009 alle 12:11 | #1

    concordo: agghiacciante ma veritiero. in bocca al lupo ;)

  2. Maverikke
    31 Ottobre 2009 alle 19:59 | #2

    un articolo veramente “agghiacciante”, ma realistico… Tutto ciò sta succedendo realmente anche all’Answers di Pistoia….
    Spero che vadano tutti in galera: sono peggio dei delinquenti!!!!!!!

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